La parola mindfulness è la traduzione inglese del termine pali sati (una lingua indiana ai tempi del Buddha, alcuni secoli prima della nascita di Cristo); quest’ultimo si può tradurre con consapevolezza, attenzione e ricordare. É proprio su quest’ultima accezione che vorrei soffermarmi per comprendere che cos’è e come si pratica la mindfulness.
Il Buddha stesso nei suoi discorsi descrive la mindfulness come la capacità di “tenere a mente qualcosa”, cioè ricordare con continuità l’oggetto sul quale prestiamo intenzionalmente attenzione. Durante la pratica del bodyscan, per esempio, significa mantenere un’attenzione consapevole sulle sensazione fisiche.
In pratica, mentre inspiriamo, sentiamo il respiro e sappiamo di sentire il respiro; mentre alziamo un braccio, sentiamo il braccio che si alza e sappiamo di sentire il braccio che si alza; mentre facciamo un passo, sentiamo le sensazioni del corpo che si muove e sappiamo di sentire, proprio mentre accadono, le sensazioni del corpo che si muove. In tutti questi momenti in cui sappiamo di sentire, allora c’è presenza mentale, mindfulness.