Abilità ed effetti della mindfulness

La definizione più nota e universalmente accettata di mindfulness è quella data da Jon Kabat-Zinn: “Prestare attenzione al momento presente in modo non giudicante.”

Nella definizione sono evidenziati due elementi: la presenza e l’assenza di giudizio.

L’importanza e la bellezza di questa definizione non consiste solo nella sua semplicità, ma nel fatto che entrambi gli elementi (la presenza, e l’assenza di giudizio o apertura) sono sotto il controllo diretto di chi pratica la mindfulness: quando si insegna la mindfulness si insegnano queste due abilità fondamentali. Si insegna a praticare la presenza e l’apertura.

Ma a che serve coltivare queste due abilità?

Gli effetti che emergono dalla pratica della presenza e l’apertura sono ben definiti da un acronimo: AIM.

AIM che in inglese significa “scopo”, “intento”, definisce i tre principali effetti (auspicabili) della pratica della mindfulness:
“A” sta per Allowing, che significa consentire, permettere, una specifica modalità, disposizione o atteggiamento che emerge praticando la rinuncia al giudizio. Consentire vuol dire lasciare che la propria esperienza sia esattamente quella che è, senza provare a sopprimerla, controllarla, modificarla.
“I” sta per Inquiry, ovvero investigare, ricercare. Questo scopo coincide con l’emergere di curiosità nei confronti della propria esperienza.

“M” sta per Meta Awareness, o meta-cognizione cioè la consapevolezza di ciò che emerge nella propria coscienza. La meta consapevolezza è un’abilità cognitiva importante per la salute mentale e consiste nell’essere consapevoli che i pensieri sono pensieri, le emozioni sono emozioni, le sensazioni sono sensazioni.

La consapevolezza, a sua volta, gioco un ruolo fondamentale in un percorso basato sulla mindfulness. Un effetto della consapevolezza è la maggiore libertà. La consapevolezza consente di non confondere i nostri stati mentali con la realtà dei fatti, e dunque di non essere guidati da automatismi. E nel momento in cui riconosciamo ciò che ci spinge a comportarci in un certo modo, possiamo allora anche scegliere di non seguire questa spinta.

Possiamo concludere che la maggiore libertà di scelta è l’effetto più importante e nobile della pratica della mindfulness.

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