Un terzo modo per imparare a lasciar andare i pensieri nasce da una semplice, ma spesso sorprendente, intuizione: gran parte della sofferenza che viviamo non è causata da ciò che accade, ma da ciò che la mente costruisce attorno a ciò che accade.
I pensieri si presentano come qualcosa di concreto e reale, quasi fossero una descrizione fedele della realtà. Quando siamo immersi in essi, sembrano avere un peso, una solidità, una forza difficile da mettere in discussione. Eppure, se ci fermiamo anche solo un momento a osservarli, possiamo accorgerci che molti sono immagini, ipotesi, ricordi o anticipazioni.
Quando ti senti stressato, preoccupato o triste, prova a fare qualcosa di molto semplice: accorgiti di come ti senti.
Non cercare subito una soluzione, non etichettare l’esperienza come giusta o sbagliata. Nota semplicemente ciò che è presente, così com’è. Puoi immaginare di fare un piccolo passo indietro e osservare il tuo stato mentale da una certa distanza, come se stessi guardando una scena su uno schermo. Le emozioni, le sensazioni nel corpo, i pensieri che si affacciano: tutto può essere visto senza la necessità di intervenire o correggere.
Da questo spazio di osservazione, diventa possibile andare un po’ più in profondità e chiedersi:
che cosa sta alimentando questo disagio? Quali parole, immagini o storie stanno passando nella mia mente in questo momento? Spesso scopriamo che non è tanto la situazione presente a farci soffrire, quanto il modo in cui la stiamo interpretando. Vecchie convinzioni, ricordi si attivano automaticamente e colorano l’esperienza attuale, facendoci reagire come se il presente fosse una ripetizione di ciò che è già stato.
Continuando a osservare, si può iniziare a riconoscere la natura dei pensieri per ciò che è: qualcosa di mutevole, personale e spesso casuale. I pensieri vanno e vengono, si ripetono, si contraddicono. Molti di essi non fanno che restringere il nostro sguardo, alimentando paure, giudizi e una sensazione di separazione dagli altri. Eppure, nel momento in cui li vediamo chiaramente come pensieri, e non come fatti, iniziano a perdere parte della loro presa.
A un certo punto può emergere una scoperta molto diretta: la sofferenza mentale è presente solo finché c’è un pensiero che la sostiene. Nei brevi istanti in cui la mente si acquieta, magari mentre respiri profondamente, cammini o sei completamente immerso in un’attività, il disagio si attenua o scompare. Non perché tu lo abbia combattuto, ma perché, in assenza di una narrazione mentale, non ha più terreno su cui poggiare.
Pratica guidata per lasciar andare i pensieri
- Trova un momento di calma: siediti comodamente o sdraiati, chiudi gli occhi e porta l’attenzione al respiro. Nota l’aria che entra e esce senza cercare di modificarla.
- Osserva i pensieri come nuvole: immagina che i tuoi pensieri siano nuvole che passano nel cielo della tua mente. Non cercare di fermarle o respingerle; limitati a notarle mentre passano.
- Riconosci senza giudicare: quando emerge un pensiero, chiamalo semplicemente “pensiero” o “immagine” e ritorna a osservare il respiro. Non attaccarti al contenuto, non interpretarlo né discuterlo.
- Riconosci il potere del pensiero: nota che la sofferenza mentale nasce solo se continui a seguire il pensiero. Sperimenta l’attimo in cui il pensiero perde presa e si dissolve.
- Chiudi con gratitudine: dopo qualche minuto, porta attenzione al corpo, apri gli occhi lentamente e nota come ti senti. Ringrazia te stesso per aver dedicato questo tempo alla tua mente.
Questa pratica, anche se breve, aiuta a creare uno spazio tra te e i tuoi pensieri, riducendo ansia e stress e permettendo di vivere la realtà con maggiore chiarezza e leggerezza.
Se vuoi saperne di più, imparare questo modo di relazionarti ai tuoi pensieri e altre strategie di gestione dello stress, iscriviti al Mindfulness Based Cognitive Therapy (MBCT). L’MBCT è il programma che integra la mindfulness con la Terapia Cognitivo Comportamentale, utilizzato inizialmente per la prevenzione delle ricadute della depressione, per cui ha dimostrato maggiore efficacia dei farmaci, e attualmente proposto anche per problemi di ansia, ossessioni, compulsioni e tutte le condizioni di rimuginio e stress.
Puoi partecipare al programma nella sua versione aperta online live di Fabrizio Tabiani istruttore qualificato di Interventi Mindfulness Based (MBSR e MBCT), psicoterapeuta ACT ed esperto cultore di meditazione zen.
